Erika's profileஜ Untangle the thoughts ...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
ஜ Untangle the thoughts ஜAscolta la tua vita. Ti sta dicendo tutto quello che hai bisogno di sapere su cosa puoi fare del tuo futuro. [Bach] |
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May 05 Tallulah get urself togheter<<Remember when we used to look how sun sets far away?
And how you said: "This is never over" I believed your every word and I guess you did too But now you're saying : "Hey, let's think this over">> E la cosa triste è che è così davvero... tutto ciò che inizia ha anche una fine, e quando sono cose belle rendersene conto è dura.
<<Don't look back 'cause I am crying...
I remember little things you hardly ever do [...] I hope your wish came true, mine betrayed me >>
Non posso dire che è così, di continuo.
Ma infondo ho sempre saputo che...
<<TALLULAH, IT'EASIER TO LIVE ALONE>>
perchè << la vita è sempre forte molto più che facile>>
E l'unica cosa saggia che posso dire alla me stessa di questo momento è che I << got to get myself togheter>>
wishin' that << fly(in') away from here>> will help me to find an equilibrium that I always search but that I'm not able to find.
Coraggio.
[Tallulah - Sonata Artica
Il giorno di dolore che uno ha - Ligabue
Stuck in a moment - U2
Fly away from here - Aerosmith]
March 28 Se Delilah è in NY city..."L'amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perchè dà ricchezza, emozioni, complicità e perchè è assolutamente gratuita.
Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità;
si puo' camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti,
pur essendo distanti,
come noi due,
centinaia di migliaia di chilometri."
[Cara Mathilda - Susanna Tamaro]
Direi che è la sintesi perfetta, solo, forse la complicità si crea da sè, non si costruisce.
Ti penserò così, perchè è così che sei per me.
E come ti ho sempre detto... NONOSTANTE TUTTO, SEMPRE e COMUNQUE ... January 05 2008 SchermidoreNiente lettere. Niente inteventi chilometrici.
Il 2008 mi ha insegnato tanto ma lo ha fatto a colpi di aforisimi, che sottili e taglienti sono entrati e usciti dal mio cuore lasciando segni precisi e profondi.
Ho capito "che la vita non è giusta / come la vorresti te" .
Ho capito "che la vita è sempre forte/molto più che facile".
Ho capito che cmq si deve andare avanti "sopra il giorno di dolore che uno ha" .
Ho capito che come al solito ho fatto un sacco di errori.
Ho capito che devo convivere con certe mancanze e certe presenze.
Ho capito che è inutile fare previsioni, specie se coinvolgono delle persone.
In conclusione vorrei solo ringraziare l'Aly perchè confidarmi con lei ha ancora senso;
mio fratello perchè c'è un legame di sangue;
ovviamente tutti i miei Amici per il tempo splendido che mi regalano (in particolare grazie Roby, Sam e Tia).
December 18 Girasole 8. Girasole spentoNon credo di volere dire molto.
Voglio dire sempre di meno. Voglio sempre più silenzio.
Ma una cosa la volevo raccontare...
Volevo dire che amo l'arte. Volevo dirlo ora. Volevo dirlo perchè ci sono cose nella realtà a cui vieni sbattuto davanti e a te non resta che accettarle.
A volte prima di sbattertici contro la vita ti invia un piccolo araldo, qualcosa che ti dice come potrebbero andare le cose, qualcosa che non sai nè come nè perchè ma ti fa presagire qualcosa non che sarà ma che è in atto senza che tu te ne renda conto.
Chagall è stato il mio segno. Era lì era la prima cosa che vedevi uscendo dalla stanza.
Non Kandinskij, non Monet, no, Chagall. Pittore poeta, pittore fiabesco, legato alle sue origini, dalla vita travagliata, melanconico.
Uno Chagall d'autunno. C'è poco da non capire. December 03 Riconoscersi nelle fantasie di altri[...]
"Bisogna essere pazienti con te?" dice Lauro.
[...] "E' quello che mi dicono".
"Perchè?"
[...] Dice "Sono troppo esigente, troppo critica, troppo attenta ai dettagli, troppo irrequieta. Faccio troppe domande, parlo troppo, leggo troppo, ho troppe opinioni. Sto sveglia fino a troppo tardi".
"Quanto tardi?" dice Lauro.
"Dipende" dice Luisa. "Finchè c'è qualcosa da dire, da leggere o da pensare."
[Andrea De Carlo, "Giro di Vento"] November 12 Enjoy (?) the silenceDeve essere per via di quello che studio. Sì deve essere perchè faccio comunicazione...
Passo gran parte del mio tempo lavorare con le parole, a studiarne origine ed evoluzione, a capire i sensi ed i significati espressi e non, e, soprattutto ad arrabattarmi in questo strano e potente mercato della Parola.
Lavorando con queste effimere e resitenti entità comprendo l'importanza dirompente del non-detto e del silenzio.
Come domenica. Avevo appena finito di leggere quel racconto, poi a pranzo, come al solito.
No, nn proprio "come al solito". Perchè di solito quella casa è piena di parole, quotidianità, fatti, problemi, discussioni raffinatamente filosofiche, discussioni intensamente politico-storiche-sociali, in discussioni leggere tra film e spettacoli...
Ma domenica no. Domenica parlare è stato a tratti forzoso, spesso alleggerito dalla presenza del bambino. I bambini sono stupendi , il loro rapporto con la realtà e le parole è squisitamente vero, naturale. Diretto.
Noi no, noi andavamo avanti a frasi spezzate, discorsi rapidi, parole sfuggenti, per lo più legate al pranzo o alla situazione. Ordinaria amministrazione. Nient'altro.
Le parole stavano come un'imposizione ottriata che toglieva spazio al silenzio.
Un silenzio così denso da essere quasi palpabile. Un silenzio di intensa preoccupazione, di dolore, rassegnazione, delusione, forse di una rabbia indistinta e di paura.
E comunque, quando uno dei commensali ha difficoltà a sentire, parlare sa troppo di esclusione, superficialità, inutilità.
Tornando, ripensavo al racconto, ripensavo all'importanza che l'autrice ha dato al silenzio.
Ho pensato alla differenza abissale che esiste tra silenzio e parole non dette. Ho pensato che "silenzio" vuol dire davvero un'infinità di cose, ho pensato che silenzi diversi hanno diversi suoni.
Il silenzio ha il suo respiro, il suo suono, la sua consistenza...
C'è il slienzio puro e armonioso della complicità, di quando uno sguardo basta, di quando due persone si capiscono ascoltandosi in perfetto silenzio, perchè come diceva Coelho (o almeno così dice Internet) "la miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta", è un silenzio tanto stupendo quanto raro perchè "le persone con cui si riesce a stare in silenzio, sono poche. La gente pensa che stare insieme voglia dire parlare e così le parole diventano panico, imbarazzo, i vuoti sono momenti da riempire.
Stare in silenzio invece è pienezza, è condividere l'essenziale. La felicità è inspiegabile, è come un'acqua calma che sale dentro, muovendosi lenta, con un ritmo simile al battito del cuore".
C'è il silenzio dell'imbarazzo, quello stupendo, di quell'attimo di incertezza, prima della prima volta (assoluta o relativa) o del primo bacio, quel silenzio di un soffio leggero sul collo; c'è il silenzio della tensione duro, teso, quasi cattivo come nei primi 2-3 minuti del compito di matematica all'esame, un silenzio irreale di sgomento collettivo; c'è il silezio dell'indifferenza spietato, netto, liscio; c' è il silenzio dell'incomprensione orribile, acuto, troppo spigoloso oppure senza appigli, "un deserto nelle [...]parole che non sono capace di attraversare"; c'è il silenzio del dolore e del suo rispetto che è caldo, commosso, irrequieto a volte si mescola alle parole non dette; c'è il silenzio dell'astonishment teso tra sublime e sconcerto; c'è il silenzio della distanza... una sorta di arma letale, affilato e potente, uno strumento difficile da gestire ma affascinante.
I silenzi sono sfumati, intensi quanto le parole.
E poi ci sarebbe da discutere sul non-detto, sulle frasi che iniziano e non finiscono, su quelle labbra che cominciano a schiudersi in una parola che non nascerà, su quel respiro appena più pesante che però non darà libero sfogo ad un fiume fonico... Ma tutte queste parole stanno togliendo spazio vitale, necessario al silenzio meditabondo della rifelssione.
"Io non lo so.
Continuo a scrivere [...], ad accumulare frasi. Pesano sai?
E mi confondono"
[le citazioni non diversamente indicate sono tratte da "In tutti i sensi come l'amore" di Simona Vinci]
October 08 TE AMO per sempreEro in 4 ^ elementare: io e la Sissy, SuperMiglioriAmichedelCuore uscivamo, lo ricordo distintamente, da scuola... ricordo il bivio dopo il sentierino bianco.
Parlavamo di te... anzi lei parlava di quanto fosse bello, di quanto si divertiva, di quanto le piacevi ed io l'ascoltavo ammirata, indugiando prima di svoltare una a destra e l'altra a sinistra.
Ho chiesto a singhiozzi più e più volte il permesso di venire anch'io da te... Ma l'assenso è giunto solo che ero già in 2^ media... (meglio tardi che mai in questo caso).
Ed è stato AMORE... è stato difficile, certo, ma come mi divertivo...
E così, ci siamo amati, anno dopo anno a Sedriano, a Santo Stefano e a Corbetta un po' qui e un po' lì...
Ci siamo amati in modo più "disinvolto" anche in spiaggia, al mare, in piscina al parco e persino sui verdi (mica poi tanto verdi) prati inglesi.
Abbiamo avuto le nostre crisi, resta inteso. Ma le abbiamo superate, anche quella terribile, terribile, all'inizio della 4^ liceo [grazie Laura, senza di te l'avrei lasciato allora].
E lo so,
Io lo so, che per te sono una delle tante... e non certo la migliore goffa ed impacciata come sono sempre stata,
MA TE AMO* ... *Te amo e non ti amo... perchè in Spagnolo non è lo stesso... in spagnolo se ami il/la tuo/a ragazzo/a dici "te quiero mucho", perchè "te amo" è molto più forte che in italiano, è quasi ossesione... quindì, sì, TE AMO.
Ed io che pensavo che fossi SOLO UN GIOCO...
Ma quando ripenso a quanto sono stata invidiata ed odiata a causa tua, sono stata mal accolta in "terra straniera",
quando penso all'Andrea e a tutto quello che ha saputo insegnarmi, a Cri che ha creduto in me, ad Ale che mi sfidava sotto rete, ai "litigi" con Paolo che non capiva che lui era tutto quello che mi avevano insegnato a non essere, alla politica diplomatica con Mick...
non posso che sentire quanto MI MANCHI...
Non pensavo di dover fare a meno di te... e quando ascoltando il Liga, lo sentivo pronunciare " non c'è più la pallavolo e i tuoi attrezzi.." mi venivano gli occhi lucidi all'idea, non pensavo che avrei dovuto piangerti.
Più importante di ogni ragazzo, di ogni altra storia d'amore...
October 02 My heart is like an open highway...Ho voglia di guidare...
ma non per andare a fare la spesa all'ora di punta...
Ho voglia di strade immense e infinite, come quelle dell'America dei film, quelle in cui ci sei tu e la polvere,
Ho voglia di sentire quel brivido quando fai salire la macchina, quando schiacci sull'acceleratore, Ho voglia di cantare anche se sono stonata un cd creato per l'occasione mentre un panorama mozzafiato scorre fuori dal finestrino,
Ho voglia viaggiare veloce, mentre lascio i miei pensieri liberi di fare altrettanto...
e alla fine... di non pensare più...
"Però guidare su lunghe su lunghe distanze gli piace
perchè gli permette di abitare in uno stato intermedio tra luoghi e tempi diversi,
non facile da classificare.
Spesso gli sembra questa la dimensione in cui si trova più a suo agio:
un presente in rapido allontamento da un passato verso un futuro che continua a spostarsi".
[A.De Carlo, "Pura Vita"]
September 26 Raggi luminosi su petali delicatiC'era una volta... (per la terza volta ^ ^ )
"Una rosa bramava giorno e notte la compagnia delle api, ma nessuna andava a posarsi sui suoi petali.
Nonostante ciò, il fiore continuò a sognare: nelle lunghe notti, immaginava un cielo dove volteggiavano miriadi di api, che si posavano a baciarlo teneramente.
Grazie a questo sogno, riusciva a resistere fino all'indomani, allorché tornava a schiudersi con la luce del sole. Una notte, conoscendo la solitudine che la attanagliava, la luna domandò alla rosa: "Non sei stanca di aspettare?" "Forse si. Ma devo continuare a lottare." "Perché?" "Perché se non mi schiudo, appassisco." [Un lettore per P. Coelho ]
La morale è che le api sono stronze ^_^
Bè forse è anche che "nei momenti in cui la solitudine sembra annientare ogni bellezza, l'unica maniera di resistere è quella di mantenersi aperti" ...
Ma c'è solo questo?
Tutti empatizzano con la rosa, povera... così sola e incompresa, ma così forte...
Ma chi di voi leggendo il racconto ha pensato alla Luna? Di lei si dice "conoscendo la solitudine" , eppure chi di voi ha pensato a lei? Lei è sola, sola da sempre, il suo unico "simile" abbastanza vicino da sentirla le dà il cambio ogni giorno,
lei è sola, ma noi empatiziamo con la rosa che è circondata da rose, con qualcuno che si interessa di lei.
Lei è sola, ma nonostante tutto non si lamenta, anzi si preoccupa dello stato emotivo, della solitudine degli altri. September 14 Somewhere in the bitterness |
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